martedì 25 novembre 2008

GATTOPARDI VICERE' E CASSATE

Da certi film e da certe riflessioni si esce stranamente pensosi, allo stesso modo si esce da certe passeggiate compiute di mattina, né presto né tardi, consumate in un angolo di giardino pubblico risparmiato al caos cittadino.

Ritengo che ogni siciliano che si rispetti viva dentro di sé quel dualismo che a volte diventa impietoso tra realtà beffarda e utopie, tra concretezza e fantasia, ma soprattutto tra idealismo e lucido nichilismo. Non è sempre un’analisi attenta e colta che ci fa pendere da un lato piuttosto che da un altro: più spesso sono un gesto, un colore o un suono che dispongono il nostro animo ad una benevolenza tanto immediata quanto infondata.
Ce lo siamo detto molte volte e da varie angolazioni, la storia sociale e politica di questa pseudo nazione ha un riscontro non casuale o accessorio nel meridione annesso alla monarchia sabauda dopo il 1860. E appresso alle camicie rosse dei garibaldini scendono poi gli stracci dei contadini e gli abiti di lusso ai balli nei palazzi dei baroni siciliani; scendono anche la cultura, il desiderio di Europa e il richiamo del medioriente troppo vicino per essere ignorato.

Il quadro si ricompone in mille sfaccettature e altrettanti rimpianti: non c’è mai in questa maledetta isola l’occasione di poter dire o affermare in modo definitivo o corroborante, mai un’emozione che non sia pianto e riso, dolore e piacere…passione e stanchezza intimamente fuse assieme.

Il principe Salina attraversa la metafisica della vita e della morte, compatisce gli uomini e affida alle stelle una dimensione più degna di essere vissuta per un uomo; che siano gli altri, i nuovi, i parvenu d’ogni lignaggio a sporcarsi col compromesso eletto a regime di vita. Con gli Uzeda di Catania l’assioma dell’interesse è già presente prima dell’impresa dei Mille e porterà assieme ai frack della Sicilia occidentale ad una stessa identica conclusione: tutto cambia affinché ogni cosa resti al suo posto.

Girare per Palermo o Catania, camminare sul set naturale che le due città sono in massimo grado, produce una lenta e continua schizofrenia: dentro la storia e fuori dalla storia, un valzer che cela ballerini cenciosi e poco eleganti, un palcoscenico che brilla di luce propria e canta al mondo una bellezza da ricercare anche contro l’evidenza.


Per chi non è dei luoghi tutto questo è un discorso incomprensibile, spinge ad un atteggiamento di sublime indifferenza come i cittadini che passano tutti giorni davanti alle balconate di Palazzo Biscari






















o in piazza Duomo


e non riescono più ad emozionarsi davanti alla perfetta simmetria ed eleganza del bianco e nero della lunga via Etnea che nasce dall’arco sul mare e il giardino e punta diritta e sicura verso il vulcano che l’attende inesorabile.

O come i palermitani che non sollevano neanche lo sguardo verso le incredibili ville liberty di viale della Libertà


e hanno dimenticato che tutta la storia del paese che sta oltre lo stretto, anche quella peggiore, è partita da queste piazze e sotto queste palme.
Ho scritto questo post davanti a Palazzo Ganci e mi rendo conto che solo una piccola parte dell’immensa malinconia che mi ha attraversato è poi finita fra queste righe;
a pranzo poi la ricotta finemente lavorata, aromatizzata alla cannella, delicatamente farcita da gemme di cioccolato, vestita da una finissima glassa al pistacchio e preceduta dalla frutta candita, è diventata la metafora di questa terra



Una cassata, eccessiva in ogni suo aspetto.

2 commenti:

NP ha detto...

Buon giorno Salina, molto delicato questo tuo post anche se condito di malinconia. Credo però che quel che hai scritto non riguardi solo la tua sicilia ma il mondo intero, purtroppo le bellezze nostrane si perdono nella mediocrità del quotidiano.
Un abbraccio

Anonimo ha detto...

E' sempre bello trovare un Siciliano nel web,
..inciampo volentieri sul tuo Blog,
personalmente adoro le ville in stile Liberty in via Libertà, così come il Politeama ed il teatro Massimo, la Vucciria e Ballarò..etc etc..

trascorro sempre momenti magici nella mia dorata Sicilia,
grazie ad una donna straordinaria (mia mamma, Palermitana, adoro la Sicilia, seppur non vi abito).

Un abbraccio.